domenica 17 gennaio 2010

Il cibo made in Italy.

Nei paesi emergenti come la Cina lo stile di vita italiano è un obiettivo da raggiungere. Se si esclude il settore della moda, tutti gli altri non sono preparati a soddisfare tal esigenza perchè siamo dei buoni artigiani ma non degli imprenditori. Il mercato cinese, per la sua vastità può essere affrontato solo con modelli imprenditoriali. L'artigiano può soddisfare solo mercati di nicchia. Il cibo può diventare ciò che la moda rappresenta oggi. Il settore alimentare più della moda può essre il veicolo della identità italiana, in particolar modo della mediterraneità. Purtroppo lo stile di vita mediterraneo è venduto nel mondo da chi mediterraneo non è. I più grandi venditori di pizza e caffè del mondo non sono italiani. Bisogna coniugare la nostra tradizione, anche culinaria, con la nostra cultura, riproporla in modo innovativo e adatta al nostro tempo. E andare verso il grande pubblico. L’estetica e la qualità della vita accessibili a tutti. Questo è il made in Italy da secoli, su questo si possono costruire le strategie di successo per il nostro Paese. Bisogna darsi da fare.

martedì 22 dicembre 2009

Menù a km zero

E’ in discussione alla Camera, in Commissione Agricoltura, la proposta di legge che intende favorire la riduzione della distanza tra luogo di produzione e luogo di consumo, al fine di limitare i costi energetici e ambientali provocati dal trasporto di alimenti provenienti da lunghe distanze.
Ermete Realacci è il primo firmatario insieme a Susanna Cenni. Tra le finalità, quella di promuovere i prodotti alimentari ecologici e di qualità e lo sviluppo locale. Per “prodotti alimentari a km zero” si intendono quelli provenienti da areali di produzione appartenenti all’ambito regionale o posti ad una distanza non superiore a 70 km di raggio dal luogo previsto per il loro consumo o, anche, per i quali è dimostrato un apporto limitato delle emissioni inquinanti derivanti dal trasporto.
La proposta prevede che queste caratteristiche di prodotto possano costituire un titolo preferenziale per l’aggiudicazione di appalti pubblici del servizio di mensa e di ristorazione collettiva. Si prevede, poi, la possibilità di riservare agli imprenditori agricoli che esercitino la vendita diretta almeno il 20 per cento del totale dei posteggi nei mercati di dettaglio situati su aree pubbliche e il 30 per cento della superficie delle strutture commerciali.
Un’altra novità interessante è quella che riguarda la possibilità, per le grandi strutture di vendita e per i centri commerciali che si impegnino a porre in vendita prodotti a km zero provenienti da filiera corta e prodotti di qualità in una quantità pari al 30 per cento delle produzioni agricole e agroalimentari complessivamente acquistate su base annua, di ottenere una riduzione del 50 per cento degli oneri di urbanizzazione. Fondamentale risulta l’istituzione del marchio “chilometro zero”, che garantisce la qualità ambientale superiore del prodotto alimentare.

sabato 28 novembre 2009

Assegnato il premio DE@TERRA 2009

Promosso dall'Osservatorio Nazionale per l'Imprenditoria Femminile in Agricoltura e dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, sotto l'alto Patronato del Presidente della Repubblica, è stato assegnato all'imprenditrice agricola di Conversano (Ba), Anna Salzo. Nel 1996 riceve in eredità dei terreni coltivati a frutta e ortaggi, su cui in seguito decide di adottare metodi di coltivazione biologica. Dopo un'attenta analisi di mercato, Anna decide di intraprendere la strada della trasformazione. Utilizzando frutta e verdura che coltiva, l'imprenditrice pugliese ha lanciato una linea di prodotti denominata "Sapori di Casa" che va dai sottolio alle confetture, dal paté alla frutta sciroppata, fino alla passata e ai sughi pronti. I prodotti sono lavorati a mano con le tecniche tradizionali, tramandate di padre in figlio. La clientela, inizialmente concentrata sul territorio pugliese, man mano si è estesa su tutto il territorio nazionale ed estero. I prodotti di 'Sapori di Casa' sono acquistabili presso i Mercati di Campagna Amica della Coldiretti di Bari. Attualmente vende circa il 70% del proprio prodotto in Italia, il restante 30% sul mercato europeo ed internazionale.

martedì 24 novembre 2009

Tratto da Rififi
Una mattina dello scorso luglio un gruppo di coloni israeliani ha dato fuoco ad almeno 1500 ulivi, in Cisgiordania, appartenenti a contadini palestinesi. Le coltivazioni sono state distrutte come forma di rappresaglia contro lo sgombero di alcuni avamposti illegali dei coloni, effettuati dalle forze di polizia israeliane.Un antico mito narra di come la città di Atene venne fondata da Poseidone ed Atena, e di come in seguito le due divinità non riuscirono a trovare un accordo su chi dovesse dare il proprio nome e la propria protezione alla città. Si decise allora di far scegliere direttamente agli ateniesi quale sarebbe stata la propria divinità protettrice. Poseidone per ingraziarsi il favore dei cittadini fece loro dono di uno splendido cavallo bianco, ed assicurò il proprio appoggio incondizionato nelle battaglie che la città avrebbe affrontato.Atena invece fece sorgere dalla terra un ulivo. Poseidone offriva alla città la via della guerra e della conquista, mentre nell’ulivo di Atena erano rappresentate le virtù della saggezza e della prudenza, e soprattutto i benefici della pace. Il popolo di Atene scelse di accettare il dono della dea, il cui nome fu dato alla città, e l’ulivo divenne uno dei suoi simboli. Coloro che sono nati sulle rive del mediterraneo sanno che per quanto ci si sposti lungo le sue sponde, per quanto cambino le lingue e il colore della pelle delle persone che via via si incontreranno, l’uniformità del paesaggio saprà sempre infondere un senso di rassicurante familiarità, così come il ritrovare lungo tutte le coste la presenza dell’ulivo darà l’impressione di non essersi mai allontanati dalla propria casa. Così come per secoli non vi fu alcuna identità europea nel nostro continente, ed i popoli che vi abitavano potevano essere divisi, allora come oggi, in due grandi famiglie: coloro che utilizzavano il burro ed il grasso per cucinare e coloro che invece avevano il privilegio di disporre dell'olio d'oliva.

lunedì 23 novembre 2009

IL 29 NOVEMBRE "PANE & OLIO IN FRANTOIO "

Pane e olio, le radici della cultura e gastronomia mediterranea. Due elementi semplici, frutto della terra e della piu' semplice lavorazione. Ecco cosa ci si prepara a festeggiare domenica 29 novembre, quando in tutta Italia si celebrera' l'ottava edizione di "Pane e Olio in Frantoio &…". La manifestazione, organizzata dall'Associazione Nazionale Citta' dell'Olio con il finanziamento del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali proporra' in centinaia di piazze italiane un ricco programma di iniziative tra convegni, visite guidate in aziende e frantoi e momenti di intrattenimento. Partendo da Imperia, dove la manifestazione si terra' in concomitanza con l'iniziativa "OliOliva", la grande festa dedicata all'olio extravergine e al pane si snodera' lungo tutto lo stivale, andando a toccare numerosi comuni del Bel Paese. Tra le attrazioni piu' caratteristiche di questa edizione, nel Comune di Marone (BS) sara' assegnato il premio enogastronomico "Citta' di Marone", con una esposizione di prodotti tipici del territorio e momenti di degustazione di prodotti Slow Food e della Valtellina. Arqua' Petrarca (PD) celebrera', in concomitanza di "Pane e olio in Frantoio", la V edizione della festa dell'olio "Arqua' Petrarca Citta' dell'Olio", con una manifestazione che coinvolge tutti i produttori di olio del borgo. Qui i produttori esporranno gli oli locali e sara' indetto un concorso che premiera' il miglior olio di Arqua' Petrarca, oltre a spettacoli a cura di artisti di strada e burattinai. A Brisighella (RA) per tutta la giornata nel centro storico si svolgera' la Sagra dell'Ulivo: un mercatino con vendita dell'olio appena spremuto e dei prodotti tipici del territorio. Nel perugino, precisamente a Giano dell'Umbria (PG) la rievocazione della "Festa della Frasca" permettera' ai visitatori di riscoprire la tradizione contadina, legata al periodo della raccolta e lavorazione delle olive con sfilate, esibizioni folkloristiche e degustazioni di prodotti in piazza e il "gala' dell'olio". Un carro, tirato dai buoi, trasporta la "frasca" (tralcio di ulivo) addobbata fino alla piazza principale del paese, accompagnata dai coglitori in abiti d'epoca come il "guazzarone" (una sorta di tunica che veniva utilizzata per ripararsi dall'umidita', dalla nebbia e dai rigori invernali frequenti in epoca di raccolta) e con strumenti originali (come i rastrelli di legno e il "cojituio") e da un gruppo folkloristico che rievoca i canti e le danze della tradizione contadina umbra.

domenica 15 novembre 2009

Cucina greca e italiana.

Tratto da Viaggi in Grecia


La cucina greca, più di 25 secoli fa, rappresentò nel vecchio continente l'inizio dell'arte culinaria. Si incominciò ad abbinare diversi tipi di ingredienti, utilizzando le spezie, per ottenere sapori che rendevano il cibo più gustoso. I romani ebbero molto da imparare dai greci, tanto che dalla Grecia "importarono" i cuochi ed i segreti della loro arte culinaria. Si può dunque affermare che la grande cucina italiana, sicuramente fra le più apprezzate di tutto il mondo, abbia avuto in realtà un'origine ellenica. Piatti semplici ma gustosi, ricette semplici e basate su prodotti freschi e genuini, nei quali spiccano i sapori mediterranei delle olive e dell'ottimo olio extravergine locale, delle melanzane, cetrioli, peperoni, pomodori, zucchine, la squisitezza delle carni, in particolare l'agnello e il maialino, dei formaggi, in particolare quello di capra, e dei prodotti ittici, in particolare molluschi e pesci divinamente cucinati e messi in risalto dalla fragranza dei limoni, dell'olio e delle spezie del luogo. Le due grandi differenze fra le attuali cucine ellenica ed italiana, con un grosso vantaggio a favore di quella Italiana, sono in primo luogo i primi piatti, in particolare la pastasciutta, vera peculiarità della nostra cucina, che in Grecia, come in altri paesi europei, stanno imparando solo recentemente ad inserire nei menù, quasi sempre abbinata al sugo di pomodoro o al sugo di carne o addirittura usata come condimento a qualche piatto di carne. A questa cucina si accompagna il particolare vino locale, rosso, bianco e rosato, sono del tutto degni di competere con la maggior parte dei vini italiani e francesi, e non sono da meno rispetto agli altri vini europei. La Grecia è un grande produttore di vini e di alcolici locali. Miele, formaggio, verdure e frutta di stagione, salvia, timo e olio d’oliva di prima qualità accompagnano la carne, il pesce e le verdure fresche dall’orto. Per questo la cucina greca è semplice e saporita, e la freschezza dei singoli ingredienti è più importante di un piatto sofisticato ed esteticamente raffinato.

mercoledì 4 novembre 2009

AMEFT: la rivista dell'Asia e del Medio Oriente.

La rivista che da 25 anni informa gli addetti ai lavori dell'alimentazione, fornendo le fonti e le raccomandazioni per le materie prime, ingredienti, attrezzzature e materiale da imballaggio. Punto di riferimento per le imprese che operano in Afghanistan, Algeria, Bahrain, Bangladesh, Brunei, Cina, Egitto, India, Indonesia, Iran, Iraq, Giappone, Giordania, Corea, Kuwait, Libano, Libia, Malesia, Marocco, Myanmar, Nepal, Oman, Pakistan, Filippine, Qatar, Arabia Saudita, Singapore, Sri Lanka, Siria, Taiwan, Thailandia, Tunisia, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Vietnam, Yemen. La rivista viene regolarmente letta dai professionisti del settore alimentare e delle bevande in Asia e in Medio Oriente come ad esempio produttori e trasformatori di materie prime alimentari, apparecchiature tecnologiche, imballaggio, importatori/esportatori, grossisti , dettaglianti, supermercati, autorità governative, compagnie aeree internazionali ed hotel.