domenica 28 novembre 2010

La “Bottega del gusto mediterraneo”.


L’Associazione Rotte Mediterranee, impegnata da anni nella promozione del territorio, ha inaugurato ieri, in via Stefano Passero, 75 a Vallo della Lucania, la “Bottega del gusto mediterraneo”, un centro di promozione dello “stile mediterraneo” con particolare attenzione all’area del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
Una promozione delle lavorazioni artigianali, agroalimentari ed artistiche di qualità.
L'Associazione ha stabilito rapporti di collaborazione con le regioni che, per cultura e tradizione, hanno le stesse affinità. In quest’ottica nasce il gemellaggio dell’Associazione Rotte Mediterranee con le “Tenute Al Bano Carrisi” in Puglia.

sabato 20 novembre 2010

domenica 14 novembre 2010

Roberto Gelato: un gelato non convenzionale.


Se sei a Utrecht in Olanda non puoi perderti una delle piu' buone gelaterie italiane, dove non solo viene fatto il gelato secondo la nostra tradizione, ma le combinazioni sono spettacolari. Spesso trovi crema all' aringa variegato alla cipolla, gelato alla cannabis biologica, cioccolato al tabacco e altre fantasiose e non convenzionai specialità. Roberto, il proprietario, disponibilissimo e molto gentile, con l'aiuto di personale disponibilissimo, ti fanno assaggiare quello che vuoi e poi alla fine scegli il gelato che credi.

sabato 6 novembre 2010

Inaugurata la Fiera 'Mediterranea Food & Beverage'.


Si è inaugurta oggi Catanzaro la ''I Fiera Mediterranea del Food & Beverage'. Un evento che ha calamitato l'attenzione di molte aziende del settore enogastronomico calabrese, interessate a essere presenti tra i 250 stand che animeranno la Fiera fino al 14 novembre. Sono attesi i più grandi importatori internazionali di prodotti italiani dalla California, dall'Inghilterra, dalla Germania, dalla Danimarca, dalla Russia, soltanto per citare alcuni paesi di provenienza. Ma a muoversi fra i 5000 metri quadrati della struttura fieristica, ci saranno anche i manager dei più importanti marchi della grande distribuzione. Tra questi Auchan, Pam, Sidis, Sisa, Sma, Unes, Tuo, Carrefour. Infine, è previsto l'incontro che gli espositori avranno con i responsabili di hotel, ristoranti, aziende di catering e banqueting. Sono tante le manifestazioni collaterali organizzate come i convegni sulla dieta mediterranea e l'attività fisica che si terranno proprio nel pomeriggio della giornata inaugurale. Altre sono delle degustazioni, come quelli dedicate al vino, all'olio, al pane, ai dolci e ai gelati. Altre ancora prevedono dei corsi di cucina tenuti da famosi chef. Il tutto mentre i ragazzi degli istituti alberghieri calabresi si confronteranno in un concorso gastronomico che si preannuncia davvero entusiasmante. Il programma completo delle iniziative si può consultare sul sito della Fiera all'indirizzo www.mediterraneafeb.com.

sabato 9 ottobre 2010

Pesce in umido della Baia di Kotor in Montenegro.


Il migliore pesce in umido si può gustare nella Baia di Kotor, anche se, contrariamente alle regole per preparare questa pietanza, viene fatto con un solo tipo di pesce: lo spratto, l’acciuga oppure altro pesce azzurro di piccole dimensioni. Questo piatto fu inventato a Muo, un villaggio di pescatori nella Baia di Kotor: i pesci grandi si vendevano facilmente al mercato così i pescatori tenevano per sé i pesci più piccoli. Fu così che lo spratto divenne l’ingrediente essenziale del pesce in umido della Baia di Kotor.
Ingredienti: 1 - 1,5 kg di spratti o acciughe pulite, 0,5 - 1 kg di cipolle, brodo di pesce, olio d’oliva, vino bianco, sedano, prezzemolo, aglio, sale, pepe, aromi vari.
Tagliare le cipolle e metterle in un tegame leggermente riscaldato con 1 dl di olio d’oliva. Aggiungere sedano e prezzemolo, gli aromi, il peperoncino rosso e l’aglio. Aggiungere il pesce. Versare le cipolle, il sedano e tutto il resto sul pesce. Versare il vino bianco o il brodo di pesce, aggiungere altro olio in modo che il tegame sia quasi pieno. Lasciare bollire e poi cuocere a fuoco lento per almeno 2 ore. Più lunga la cottura, migliore il risultato!

mercoledì 6 ottobre 2010

La Baklava turca.


Tra i dolci turchi èil più famoso.La sua popolarità risale al tempo del sultano Mehmet (15 ° secolo) dell'Impero Ottomano. Questa squisita pasta aromatizzata è stata fatta in Anatolia per lunghi secoli, ed il suo antenato potrebbe essere un piatto degli Assiri. Composta di frutta secca tra due strati di pasta e cotta in forno. La prima testimonianza di baklava, come lo conosciamo oggi, arriva da Damasco. Durante il 17 ° secolo si era diffusa la fama ad Istanbul, dove i cuochi di palazzo ne fecero un regalo speciale per i giannizzeri. I giannizzeri portarono i vassoi di baklava fuori del palazzo in quella che era conosciuta come la Processione Baklava.
Nel primo libro stampato di cucina turca, Melceü't-Tabbahin (Rifugio dei cuochi), il suo autore Mehmet Kamil dà cinque ricette per baklava: baklava ordinaria, baklava con panna, baklava decorativo con panna, baklava con melone, riso e baklava . Baklava si è diffusa in circa un quinto dei paesi del mondo. E 'sorprendente, per esempio, scoprire che baklava è popolare in Texas. Sorprendente è la sua diffusione in tutta la penisola arabica, Africa del Nord, le repubbliche turche dell'Asia Centrale, Grecia, Albania, Macedonia, India, Afghanistan e l'Armenia. Tuttavia, vi è una differenza importante tra il baklava fatto in tutti questi paesi e quello della Turchia, ed è lo spessore degli strati di pasta.
La baklava se ben fatta dovrebbe sciogliersi in bocca, e non deve essere eccessivamente dolce e sciropposa. Se ti viene il bruciore di stomaco cambia il fornitore, perché significa che non ha usato materie prime di altissima qualità.

mercoledì 22 settembre 2010

QUALE OLIO PER FRIGGERE? LA SCIENZA IN CUCINA


E’ meglio friggere in olio extravergine di oliva o utilizzare quelli di semi. E tra i semi qual è il migliore? Ma la frittura fa male? Qual è l’alimento che si frigge in maggior quantità in Italia? Tante domande e spesso molta confusione. La frittura è sempre al centro del dibattito su alimentazione e benessere. A questi interrogativi risponderanno due dei maggiori esperti italiani nel corso del primo convegno nazionale sulla frittura in programma a Bologna giovedì 23 settembre in occasione dell'evento PATATA in BO, settimana di iniziative per la valorizzazione della patata italiana e dei modi per cucinarla.
Il convegno promosso in collaborazione con i Dipartimenti di Scienze degli alimenti delle Università di Bologna e di Napoi “Federico II” e realizzato con il contributo degli Oleifici Mataluni con il marchio Olio Dante, è in programma alle 10.30 presso l'Aula A3 della Facoltà di Agraria (in Viale Fanin n. 44).
“È opinione diffusa che i cibi fritti facciano male alla salute – afferma Elena De Marco, responsabile Ricerca e sviluppo di Oleifici Mataluni - Recentemente, la verifica che il processo di frittura determina una minore alterazione delle proprietà nutrizionali dell’alimento rispetto ad altre tecniche di cottura, insieme al progresso nelle metodiche per il controllo del processo di frittura, stanno modificando radicalmente tale opinione”.
All’introduzione di Gianluigi Veronesi, ideatore e direttore dell’evento Patata in Bo, prevede l’intervento introduttivo del prof. Giovanni Lercker, ordinario di Scienze e tecnologie alimentari, Università di Bologna, su
"Il processo di frittura e la qualità dei cibi fritti". A lui seguiranno quelli del prof. Raffaele Sacchi, Dipartimento di Scienze degli alimenti, Università Federico II di Napoli su "Frittura in Extravergine? L'Alimento Fritto come...Traditional Functional Food", della dott.ssa Elena De Marco, responsabile Ricerca e Sviluppo Oleifici Mataluni (Olio Dante) su "Formulazione e controllo di oli per frittura destinati alla ristorazione collettiva e al consumo domestico. Esperienze di ricerca industriale", Andrea Galli di ASSOPA e Carlo Mazzanti, direttore APPE che presenteranno “Dati produttivi sulla patata da industria italiana” e Fabio Tacchella,Team manager della Nazionale Italiana Cuochi che parlerà de “L'olio per le fritture nel comparto della ristorazione professionale quotidiana”.
In Italia si consumano ogni anno circa 226 milioni di litri di olio di semi, di cui circa 45 milioni sono rappresentati da prodotti formulati specificamente per frittura. Mentre il consumo di olio di semi in generale è in calo (del 4,1% nell’ultimo anno in Italia), il consumo degli oli specializzati per friggere è in aumento (del 4,7% nell’ultimo anno in Italia), a testimonianza dell’importanza di questa tecnica di cottura nella gastronomia italiana e del ruolo fondamentale dell’olio ai fini dell’ottenimento di una frittura di qualità.L’alimento più strettamente associato alla frittura è la patata, che può essere utilizzata per diversi tipi di frittura, dalle cosiddette “French fries” (conosciute con questo nome in Nord America dopo la prima guerra mondiale, al ritorno dei soldati dal fronte francese) alle patatine fritte sottili e croccanti note con il nome di crisps (o chips nella denominazione americana).
“La collaborazione tra il mondo della ricerca, l’industria alimentare e gli operatori della ristorazione è fondamentale – sostiene il prof. Sacchi, della Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli, tra i maggiori esperti della materia - perché, attraverso la selezione delle materie prime e il controllo dei processi, una frittura di elevata qualità non solo organolettica, ma anche nutrizionale, arrivi sulle tavole dei consumatori”.