domenica 14 agosto 2011

Il pane di Monte Sant'Angelo

Leggendo il post ascolta della buona musica: Ennio Morricone e Mirelle Mathieu (clicca qui ed apri in altra scheda)
Monte Sant'Angelo è un grazioso paesino del Gargano che sembra sospeso nel tempo. Si affaccia sul golfo di Manfredonia. Il panorama è mozzafiato. Il bianco delle case del quartiere Junno, il blu del mare Adriatico, il verde della Foresta Umbra, sono solo alcuni dei colori che dipingono un quadro naturale. Famosa per il santuario dell'Arcangelo Gabriele. Tappa obbligata per i tanti pellegrini che, sin dal tempo delle crociate, partivano dal santuario di Monte Saint Michael in Francia, diretti in Terra Santa. Le stradine, le viuzze s'inerpicano sul monte in un continuo saliscendi tra le numerose e ben fornite botteghe di prodotti tipici. Famoso oltre che squisito è il "pane di Monte", famoso anche oltre i confini del paese. Sono grosse ruote di pane cotto nel forno a legna dei tantissimi panifici presenti in paese. Le grandi fette di pane accolgono nella loro calda fragranza i saporiti pomodori del vicino arenile di Zapponeta, conditi con un filo d'olio extravergine di fruttata coratina, con un pizzico di sale ed una spruzzatina di profumato origano. Una squisita variante è abbrustolire il pane prima di condirlo. Il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino di Bombino bianco.

lunedì 8 agosto 2011

I buoni piatti delle isole Tremiti.

Leggi questo post ascoltando buona musica: Serge Gainsbourg
In questi giorni le isole Tremiti, al largo della costa garganica, vivono il momento di maggior affluenza turistica di tutto l'anno. Nonostante questo, l'ospitalità e la gastronomia non deludono le aspettative degli ospiti. La cucina locale è impostata su prodotti essenzialmente di mare: pesci, crostacei e frutti di mare.
Piatti tipici della cucina isolana sono: pulepe 'npregatorie, zuppa di pesce, ragù con cozze ripiene, secce e psille, pane cuttee fojje. Questi piatti vanno abbinati ad olio di ogliarola garganica ed un buon vino San Severo Bianco.
Buon appetito!

Fragagghiamme.

Un buon antipasto della cucina dauna è quello fatto con il pesce crudo o marinato nel succo di limone. Tra i più saporiti certamente vi è il “fragagghiamme”. Sono pescetti da consumare crudi o fritti che si sciolgono in bocca. Un'abbinamento di sicuro successo è con l'ultima Docg pugliese proclamata giorni fa e prima per un rosè: Castel del Monte Bombino nero di Rivera.

domenica 7 agosto 2011

La Paposcia del Gargano.

L’alimento principale dei contadini di Vico del Gargano erano pagnotte da 2 o 5 Kg che dovevano essere sufficienti a sfamare la famiglia per una settimana o perfino per 15 giorni. Nacque così la paposcia, dall’esigenza di verificare se la temperatura del forno fosse giusta: l’impasto usato per le pagnotte di pane che rimaneva attaccata alla madia veniva raccolta, impastata, allungata con le mani, infarinata e posta nel forno per pochi minuti prima delle pagnotte di pane in quanto la tenuta della paposcia alla buona cottura preannunciava la buona riuscita del pane. La forma allungata e schiacciata, somigliante a quella di una pantofola ne fa derivare il nome: babbuccia, babouche (in francese), Paposcia in dialetto. Questa non veniva buttata, anzi una volta tagliata a metà era condita con un filo d’olio e formaggio fresco locale. Questo piatto tutto garganico è davvero eccezionale, frutto d'antiche tradizioni contadine. Slow Food ha deciso di istituire un presidio per salvaguardarla come già è successo per arance, caciocavalli podolici e anguille di Lesina.

sabato 16 luglio 2011

Il turismo ed il cibo kasher

Nuova serie di appuntamenti di cultura e cucina d'ispirazione ebraica tra Siracusa e Scicli, realizzati nell’ambito del progetto “La Via del Cedro”, promosso dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Siracusa in partnership con Cosvis Consorzio per lo sviluppo di Siracusa e l’Associazione monferrina “I Quattro Fiumi”.
La valorizzazione del retaggio ebraico di Siracusa e del suo territorio sono il volano per tale progetto di lancio e sviluppo di due importanti nicchie di mercato in forte ascesa: il turismo e il cibo kasher, ovvero conforme alla normativa ebraica, per avvicinare e fidelizzare il mercato U.S.A., Nord Europeo e Israeliano.
Il progetto ha tra le sue finalità primarie la valorizzazione delle produzioni agricole di qualità con le materie prime e la loro trasformazione, per sensibilizzare gli operatori del settore verso la produzione kasher, arrivando alla creazione di un paniere di prodotti tipici dell'enogastronomia locale.
Tre giorni di cultura ebraica abbinati alla gastronomia siciliana ripensata in chiave kasher: questa è la proposta di contorno al “core” del progetto “La Via del Cedro”, che già nel mese di giugno 2011 ha raccolto consensi e interesse, orientati poi alla elaborazione di un programma di lavoro e formazione degli operatori del settore agro-alimentare e turistico.
L'appuntamento a tavola con la cultura ebraica ritorna quindi il 19, 21 e 23 luglio, proponendo tre accattivanti incontri con il mondo dell'amore, della donna e dei profumi nella tradizione giudaica:
19 luglio, ore 20,30 Ristorante “Ibiscus” Hote-Resort Caiammari: Il Cantico dei Cantici – Il canto d'amore più misterioso
21 luglio, ore 19,00 Boutique Hotel “Not'art” Palazzo Giaracà - Siracusa: “Eshet Chail, Una donna di Valore” - Il femminile, la donna e i suoi valori nella tradizione ebraica. Serata ad inviti personali.
23 luglio, ore 20,00 Azienda “Gli Aromi di Russino” Scicli (RG) - “Tutti gli Aromi del Mondo” le piante aromatiche, le essenze e i profumi della Bibbia.
Alla serata del 19 luglio ha preannunciato la propria partecipazione l’Ambasciatore di Turchia in Italia, Hakki Akil, nell’ambito delle attività volte alla creazione del partenariato internazionale interessato al progetto. L’Ambasciatore sarà accompagnato dal Console onorario di Turchia per la Sicilia, Domenico Romeo.

domenica 12 giugno 2011

L'asparago della Capitanata

C’è un prodotto del settore orticolo per il quale la provincia di Foggia è leader in Puglia e in Italia, quel prodotto è l’asparago verde: la Capitanata rappresenta il 95 per cento della produzione regionale, con 1.500 ettari di superficie agricola impiegata, oltre 100 mila quintali raccolti annualmente, per una filiera che conta su un volume d’affari di rilievo e un export che porta il “made inFoggia” su tutti i mercati del mondo. A quella che può annoverarsi a pieno titolo tra le eccellenze produttive della Daunia, Orsara di Puglia ha dedicato l’intera giornata di sabato 11 giugno, con l’undicesima edizione della “Sagra dell’Asparago e dei prodotti dei Monti Dauni”. L’evento è stato promosso dalla Cooperativa Giardinetto, una realtà produttiva che mette insieme 150 produttori agricoli, 600 ettari di colture orticole, 1500 ettari di cerealicole, un fatturato a sette zeri, con l’80 per cento della produzione indirizzata all’export in Europa e nel mondo, 20 lavoratori impiegati stabilmente e poco meno di 100 per 10 mesi all’anno. La “Sagra dell’Asparago” ha preso il via con il convegno sulla “Multifunzionalità dell’azienda agricola”.
C’è una peculiarità che rende unico l’asparago coltivato a Orsara di Puglia: qui, nelle terre ricche di selenio dell’agro orsarese, il gambo del prezioso ortaggio è interamente verde e totalmente commestibile a differenza delle varietà prodotte in Veneto e in altre regioni italiane.
Si tratta di un prodotto completamente tracciabile che arriva sui mercati col marchio “Prodotti di Puglia”. La totale rintracciabilità delle fasi di trapianto, coltivazione, raccolta, stoccaggio, confezionamento e trasporto costituiscono uno strumento di garanzia e di costante miglioramento della qualità che porterà, nell’arco dei prossim ianni, al riconoscimento del marchio di Identificazione Geografica Protetta (Igp).

domenica 5 giugno 2011

I tesori di Martina Franca

Una città barocca sulla Murgia meridionale con una distesa di trulli. Un centro con un labirinto di vicoli, case bianche, palazzi signorili, chiese ed archi. E' Martina Franca, fin dal Settecento, conosciuta ed apprezzata anche per il suo salame, il capocollo. Dal 2000 Presidio Slow Food e dal 2007 tutelato dall'Associazione Produttori Capocollo di Martina Franca.
Viene prodotto da carne dei suini allevati nel suo territorio. La si lascia marinare per alcune ore nel vincotto (vino bianco Martina o Locorotondo con aggiunta di mosto di Verdeca e Bianco d'Alessano cotto e concentrato) e poi si aromatizza con erbe della Murgia dei trulli. Si procede quindi a insaccare il tutto in un budello naturale, fasciandolo poi in panni di cotone per un'asciugatura di circa 15 giorni. Il processo dell'affumicatura si fa bruciando il legno e la corteccia di un fragno di zone della Puglia, bucce di mandorlo e piante aromatiche della macchia mediterranea, come il lentisco e la mortella. Si lascia infine stagionare per 3 mesi in locali asciutti e ventilati a una temperatura tra 13 e 15 gradi centigradi.
Il capocollo, il salame, la soppressata ed il filetto di maiale su acquistano in tutte le macellerie del posto. Tra le migliori, la storica Macelleria Romanelli, che vende anche gli gnumuridde, le tradizionali interiora arrotolate di capretto e di agnello che poi vanno arrostite alla brace, e Il Macellaio, elegante punto vendita di carni locali di qualità garantita che utilizza ottime materie, secondo un metodo naturale e artigianale tramandato nei secoli.
Per degustare il capocollo, nel centro storico di Martina Franca si trovano molti ristoranti che lo accompagnano al meglio della cucina locale. Come Il Ciacco, che propone originali varianti ai piatti tradizionali. Da non perdere, il pizzitello (focaccia di cipolle) con millefoglie dipane di Altamura croccante e mousse di baccalà, purè di fave e cicorie e, ovviamente, il capocollo. Raffinata, ma sempre legata alla tradizione, la cucina di Anna Ancona al Ritrovo degli Amici, che serve le strascinate integrali con cavolo verde e capocollo, saltate con pecorino e pepe. Il nuovo ristorante-vineria Nausikaa ha il meglio dei prodotti locali: capocollo, soppressata, pancetta steccata, burrata, pecorino, oltre a gustosi primi piatti e secondi di carne, come il taglio di capocollo fresco con funghi cardoncelli e scaglie di caciocavallo.