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domenica 21 gennaio 2018

Lo storytelling è la strategia di marketing che consente di elaborare il  messaggio commerciale di un'azienda in modo tale che possa centrare il proprio obiettivo strategico. La narrazione preserva tutti i tratti di un codice conosciuto al target di riferimento.

Fare storytelling, in effetti, vuol dire puntare ancora una volta sul concetto di inbound marketing. Lo storytelling non è raccontare una storia. C’è chi riesce a intrattenere il pubblico, con la comunicazione orale e scritta. Non basta saper intrattenere il pubblico per fare storytelling. Lavorare in questo modo vuol dire adottare una delle pratiche più antiche ed efficaci della buona comunicazione. Ma vuol dire anche informare ed emozionare il pubblico senza annoiare. Ustorytelling aziendale fatto di emozioni, idee, rappresentazioni e metafore.

domenica 24 giugno 2012

100% Puglia a tavola.


Lunedì 25 giugno al Ratanà, in via De Castillia 28 a Milano, appuntamento per una cena a otto mani e quattro teste, un viaggio nei sapori pugliesi. L’idea è venuta a Felice Sgarra, trentenne di Andria, chef all’Umami, relatore all’ultima edizione di Identità Milano durante la giornata dedicata alle Identità Vent’anni. Felice è andato oltre se stesso, per coinvolgere tre colleghi legati al suo territorio, quello tra Foggia e Bari, ostanzialmente la grande e varia provincia di Barletta, Andria e Trani. Con Felice, avremo così Pietro Zito, contadino e cuoco agli Antichi Sapori a Montegrosso di Andria e Antonio Di Nunno, chef e patron della Locanda Di Nunno a Canosa di Puglia. Pugliese, ovviamente, anche il quarto chef che risalì la costa adriatica diverso tempo fa perché Fabio Pisani è di Molfetta e dopo tanto studiare grande cucina in giro per il mondo, ha iniziato a mettere radici al Luogo di Aimo e Nadia a Milano. Però le radici affondano sempre in Puglia. La serata del 25 avrà inizio con quattro finger food, uno per chef, Pisani ad esempio proporrà Cicerchie delle Murge con lampascioni al vino cotto di fichi. Il primo sarà poi firmato da Di Nunno che presenterà un Calamaro ripieno d’acqua sale. Sarà quindi la volta di Sgarra e dei suoi Fagottini di grano arso su bisque e tartara di gambero rosso di Gallipoli al profumo d’aneto. Con Pisani si arriva al secondo di carne: sella di agnello nostrano farcita di cicorietta selvatica (marasciuolo) con gnumeredde e farina di ceci tostati. Pausa, commenti e siamo al pre-desset, una Granita di mandorla di Toritto e Limone femminiello con olio extra vergine leccino, prima della dolce chiusura firmata da Pietro Zito: Quasi cassata di ricotta con mandorle fresche. E nei bicchieri i vini dei Feudi di San Marzano. Prezzo fisso tutto compreso 80 euro: prenotazioni al numero verde 800.825144.

sabato 11 febbraio 2012

Un grande pasticciere pugliese.

Leggi il post ed ascolta buona musica: Roger Waters - Time (clicca qui ed apri altra scheda)
Luca Lacalamita è pasticciere, dal 4 gennaio 2011, all’Enoteca Pinchiorri di Firenze. E' nato nel 1985, pugliese di Trani, si diploma all’alberghiero di Molfetta nel 2002. Nel 2004 è in Inghilterra all’Osteria dell’Arancio a King’s road, Londra. Nel 2005 lo chiama il Dorchester un tre stelle firmato Alain Ducasse. Luca lavora nella stanza del cioccolato producendo praline, piccole sculture di cioccolato e petit four per l’afternoon tea quotidiano. L’anno dopo è da Gordon Ramsey al Petrus, ancora a Londra come assistente del capo-pasticcere. Nel 2006 torna in Italia da Cracco-Peck a Milano, ristorante dove ha un'importante mansione: ha sotto 3 persone, propone nuovi dolci a Carlo Cracco e definisce con il suo secondo Matteo Baronetto il menu stagionale dei dolci. Da marzo a ottobre 2007 è al Bulli di Ferran Adrià, per lui come per tanti cuochi dolci (vedi Loretta Fanella) un’epifania: «è l’esperienza che più mi ha marcato a livello emotivo, sensoriale e cerebrale», ha spiegato nel suo blog Note dalla Cucina nei giorni successivi alla chiusura del ristorante più influente degli ultimi 20 anni. A ottobre 2007 arriva all'Osteria Francescana di Massimo Bottura: supervisiona il lavoro dei commis, concepisce nuovi dessert e aiuta a definire la carta dolce a cadenza stagionale. Ultima tappa di questo incredibile percorso pre-fiorentino, nell'intervallo da fine 2008 a gennaio 2011, da Akelarre a San Sebastian, altro 3 stelle: nell’ombra di Pedro Subijana gestisce la partita formata da 5 persone, il set up della mise en place, propone nuove idee e piatti, contribuendo allo studio di nuovi concetti . Oggi Lacalamita è il perfetto complemento di Italo Bassi e Riccardo Monco, tutti e tre protagonisti in sale diverse del congresso di Identità Golose a Milano 2012.

giovedì 8 settembre 2011

Il Suino Nero di Capitanata

Il Suino Nero di Capitanata è una popolazione autoctona dei boschi e delle aree pascolative del Sub-Appennino Dauno Meridionale. E’ un animale robusto, rustico che vive liberamente in aree recintate, che si alimenta di ghiande, erba, tuberi, germogli e di quanto trova nel pascolo. Il mantello è costituito da setole nere (come protezione dai raggi del sole) e la cute è color ardesia. Una delle parti migliori è il lonzino, esclusivamente senza additivi e conservanti, che viene prodotto adoperando la carne selezionata magra della schiena del maiale. La stagionatura si effettua tradizionalmente in grotta.
Ercole Santarella, bravo chef di Candela, qualche anno fa partecipò agli "Internazionali d'Italia" degli Chef; il tema della gara era “ Piatto della cucina regionale”. Si aggiudicò la medaglia d'argento con il piatto denominato:“zuppa di cicerchie con cicoriette selvatiche su crostone di pane con lardo del Maiale Nero dei Monti Dauni ”. Il riconoscimento scaturì soprattutto per la scelta di prodotti del territorio, dal maiale nero autoctono dei Monti della Daunia, dalla bontà delle verdure selvatiche, all’olio extravergine di oliva da agricoltura biologica.